Green Book - Il viaggio alla scoperta dell'Altro

Una breve riflessione sulla contemporaneità attraverso la pellicola


Miglior Film 2019 per l’Academy. Osar alla Miglior Sceneggiatura Originale scritta da Nick Vallelonga, Brian Currie e diretto da Peter Farrelly . Green Book offre uno sguardo sul Mondo diverso, alla portata di tutti i buoni osservatori.


È la storia di Tony Vallelonga, detto Tony Lip, e Don Shirley. Entrambi uomini. Entrambi diversi. Come tutti, del resto. Tony è un italoamericano un po’grezzo. Vive nel bronx. Basa le sue idee sull'opinione comune senza mettersi in discussione. Don Shirley è un uomo colto, ambizioso e talentuoso. Ha bisogno di qualcuno che lo accompagni durante il suo tour da pianista nel Sud degli Stati Uniti. Ecco come Tony mette in discussione se stesso: deve mantenere la famiglia, ha perso il lavoro e gli occorre un impiego.

Il primo incontro tra i due mette in risalto le loro differenze comportamentali: Tony è un uomo che pensa a mangiare, fumare, guardare la TV. Era un buttafuori al Copacabana. Don Shirley lo assume per diventare il suo autista e tuttofare. Consegna a Tony il Green Book: un piccolo libretto delle istruzioni per persone afroamericane, da seguire durante un viaggio, “per non avere problemi”. Questo incontro è il punto di inizio di una relazione complessa e unica. Sono due uomini. Uno bianco e uno nero. È il 1962 e sono gli anni della segregazione nei confronti delle persone afroamericane.



In quella Cadillac inizia un viaggio alla scoperta del Sé per entrambi. Il pianista vuole mettersi in discussione: sfidare l’ignoranza. Tony non fa altro che il suo lavoro, l’autista, ma già durante le prime tappe del tour inizia a capire che la missione di Don è complessa. Gli ostacoli che una persona afroamericana può incontrare riescono a mettere in risalto quanto lo stigma, seppur ben radicato, sia ridicolo. Don è il pianista talentuoso e acclamato mentre si esibisce, e diventa il "nero" da discriminare quando scende dal palco. La diversità di Green Book non è sulla tematica trattata, ma nel modo di raccontare una realtà passata e contemporanea allo stesso tempo. L’ironia di Tony sdrammatizza anche i momenti di maggiore tensione, come gli abusi delle persone nei confronti del pianista. Nella Cadillac nasce una relazione di compromessi: il pollo fritto di Lip è ammesso (nonostante Don abbia la fobia dell'olio sui vestiti eleganti), ma lanciare rifiuti fuori dal finestrino no! Shirley è molto severo in questo: la buona educazione fa luce sull’ingenua ignoranza di Tony. Quando Lip risulta simpaticamente inadeguato, Shirley puntualizza sempre:

Guardi la strada.

Però Shirley beve, la sera, quando nessuno può vederlo. Shirley subisce le percosse dei bruti nei pub dei “bianchi”, e Tony va in suo soccorso. Non può misurare i vestiti eleganti, perché è nero. Non può usare alcune toilette, nè cenare in ristoranti non indicati nel Green Book.


Il viaggio di Tony e Shirley è una combinazione di emozioni forti. Entrambi arrivano a comprendere quanto la loro identità sia frastornata dai vuoti. Insieme, imparano a riconoscerli. Shirley aiuta Tony a scrivere lettere d'amore profondo alla moglie Dolores. Tony non ha vergogna nel mostrare il suo semi analfabetismo e apprezza quello che Shirley fa per lui.


Green Book punta lo sguardo sul cambiamento. Alla fine del tour, Tony è stremato. È notte. Lo stacco dell’inquadratura sul volante con la mano di Shirley sostituisce ogni possibile parola. Quell’immagine è di una potenza indescrivibile. Il viaggio di ritorno, come per tutti gli eroi e gli anti, è un momento di confronto. È la resa dei conti. Tony e Shirley si congedano. Nessuno dei due riesce ad esprimere la propria angoscia. Il distacco lascia lo spettatore col fiato sospeso.

La rabbia di Shirley mette a fuoco il vero obiettivo del viaggio: trovare un luogo. Così, durante la cena della Vigilia di Natale, Don bussa alla porta della famiglia Vallelonga. Quell’uomo che buttava i bicchieri da cui avevano bevuto due persone di colore, ora è lì, sulla soglia della porta ad accogliere Shirley in un abbraccio.



Green Book è un film che sposta l’asse dello sguardo concentrandosi sui valori. La fiducia, la consapevolezza, la capacità di provare empatia verso l’Altro. Ammette si la diversità, ma la capacità drammaturgica sta nel ribaltare il punto di vista rendendo normalmente diversa la complessità umana. Mentre la pellicola scorre è un po’come essere lì, in quell’auto: il tempo avanza velocemente tra una tappa e l'altra del tour. L'ansia del pianista aumenta d’intensità: sa che andrà a scontrarsi con lo stigma che lo caratterizza mano a mano che il tour prosegue. Don affronta tutto questo con un’immensa dignità. Tony comprende che accettare la realtà non è rassegnazione: è possibile cambiare le cose affrontandole. I due protagonisti di Green Book hanno portato a termine una missione importante. Trovare un luogo nel Mondo, abitarlo, costruire altre idee. Gli occhi di Tony e Shirley possono essere dell’intera umanità.

Green Book allena lo sguardo, stimolandolo a creare nuovi percorsi di Mondi Possibili. L’anima, quella di tutti, ha bisogno di un luogo.

So if I’m not black enough, and I’m not white enough, and I’m not man enough, what am I?




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